Riflessioni sparse sulla relazione tra RIPARTENZA, REALIZZAZIONE PROFESSIONALE ed ASPETTO FISICO

Questa foto è stata scattata pochi giorni fa, al termine della mia vacanza.

Quando ho visto questo cartellone ho pensato che fosse un segno, messo lì per me, per ricordarmi di come diversamente affronterò la mia quotidianità da oggi in poi.

Oggi è IL LUNEDì, quello con cui voglio inaugurare una nuova fase della mia evoluzione che parte, ancora più in profondità di quanto non abbia mai fatto prima, dal rapporto con me stessa.

Con il mio aspetto, la mia immagine.

Con quei dettagli che per me fino a poco tempo fa erano macigni, perché non li ho mai amati, anzi, li ho molto sofferti, continuamente combattuta tra il dichiararli ed il nasconderli anche senza una reale necessità.

Mentre passeggiavo sulla spiaggia quel giorno, dopo essermi fatta scattare questa foto mi sono sentita in gola un magone liberatorio, e le lacrime scendere pesanti sulle guance.

Il pensiero di farmi immortalare in questo scatto era già per me il memoriale di una liberazione dai miei stessi giudizi troppo severi e limitanti.Quello di poterlo utilizzare pubblicamente sui miei social, intanto, mi maturava dentro come qualcosa di terribile ed elettrizzante al tempo stesso.

E in quel momento mi sono resa conto quasi istantaneamente, come se d’improvviso tutte le luci si accendessero attorno alla fotografia della mia vita attuale, che se sono arrivata a questa pace con me stessa, se da qualche mese a questa parte mi guardo allo specchio e penso di non essermi mai piaciuta così tanto prima (neanche quando mi allenavo 6 giorni su 7) è soprattutto grazie alla scelta di rendermi indipendente professionalmente.

E’ stata LA mia SVOLTA, quella maturata nel tempo con tante riflessioni, preparazione, paure, ripensamenti, con il supporto prezioso delle persone che mi amano e della mia coach.

Quella SVOLTA che, appena innescata, ha prodotto in un periodo brevissimo una valanga di eventi ed esperienze che sento sempre più vere, entusiasmanti, capaci di risuonare con me nel profondo.

Questo è esattamente il modo in cui la mia SCELTA di REALIZZAZIONE PROFESSIONALE ha impattato sul RAPPORTO CON LA MIA IMMAGINE, aprendomi la grande possibilità di AMARMI e quindi MOSTRARMI IMPERFETTA (e proprio per questo più vicina e credibile per le persone con cui lavoro).

Che cosa ne pensate?

Avete sperimentato qualcosa di simile?

Vi è mai capitato che una scelta professionale impattasse in modo così potente su aspetti della vostra vita apparentemente lontani?