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Parlare positivo: voce e miglioramento personale

Parlare per migliorarsi: qual è la correlazione?

Il “parlare” è un aspetto molto significativo della nostra persona, che però, dato il suo essere sfuggente, non sempre gode della giusta considerazione.

La voce è infatti una parte fondamentale della nostra fisicità ed identità, un elemento che si colloca  – come ci racconta la Dottoressa Laura Pigozzi, (breve biografia a fondo pagina*) specializzata in psicologia e canto – in quella zona liminare tra corpo e psiche. Ed il timbro della voce è una qualità non misurabile a differenza delle altre (volume, tono, ritmo ecc), che però ci identifica ancor più di un’impronta digitale.

Nelle inflessioni del parlato, “nelle parti rumorose della nostra voce si inscrive la nostra vita”, dice Pigozzi nell’intervista podcast che puoi ascoltare dal player qui sotto.

 

 

Se quindi il parlare è per queste ragioni uno strumento centrale nell’ambito della terapia psicanalitica, anche nella vita di tutti i giorni ed in contesti differenti dal disturbo psichico, si può imparare a parlare bene con noi stesse oltre che a parlare in pubblico in modo da essere di ispirazione per gli altri, diffondendo il pensiero positivo attraverso linguaggio.

Se desideri leggere il libro di Lura Pigozzi che tratta il tema della vocalità, lo trovi qui:

Superare la paura di parlare con gli altri

Per alcune donne parlare con gli altri è difficile: esprimere le proprie necessità, i propri desideri nelle diverse situazioni familiari e contesti sociali è qualcosa che per alcune attiene alla sfera del “proibito”.

Molte donne infatti si sentono costrette ad assecondare sempre e comunque i loro compagni, mariti o genitori, o ad adeguarsi alle richieste dei propri figli o datori di lavoro, anche quando queste sono in palese contrasto con le proprie esigenze personali.

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Imparare a parlare in modo assertivo, esprimendo cioè con fermezza ciò che si vuole e rifiutando cortesemente ciò che non si vuole, è davvero molto importante per ogni donna che voglia realizzarsi nella vita e superare l’impasse del “mi deve andare bene così”.

Come parlare a sé stesse nel modo corretto

Anche il dialogo (reale ed interiore) con noi stesse è un aspetto chiave del nostro benessere.

Ti sarà capitato di vivere una determinata situazione e di sentire dentro di te quella vocina parlare come fosse il grillo parlante di Pinocchio!

“Non ce la farai mai”, “Non l’hai mai fatto, lascia perdere”, “Ma tanto lei è più furba di te ed avrà il tuo posto e l’aumento”, o ancora “Sei una stupida, te lo diceva sempre tua madre da piccola che non avresti mai trovato l’uomo giusto per te!”

Questo parlare al negativo è un meccanismo automatico di autosabotaggio che spesso attiviamo senza nemmeno averne consapevolezza. Attraverso una presa di coscienza di sé, tramite esercizi di coaching o un percorso di miglioramento personale, possiamo però allenarci a migliorare il nostro modo di parlare a noi stesse, adottando queste importanti strategie:

  • parlare in modo affermativo, evitando l’uso del NON e delle negazioni
  • parlare a noi stesse rivolgendoci frasi di incoraggiamento
  • adattare il ritmo e tono del nostro modo di parlare con il nostro stato emotivo del momento, avendo cura di volgerlo sempre al positivo.

A proposito di parlare in positivo, ci sono molte persone che – magari anche avendo l’opportunità di parlare in pubblico – utilizzano un linguaggio nocivo per sé stesse e per gli altri.

Esistono un sacco di corsi per parlare in pubblico, molti meno per imparare a parlare bene con sé stesse. Nella sezione del mio blog dedicata ai corsi puoi trovare una proposta, ma ancor prima di interessarti ad un corso per parlare in pubblico o per migliorare le tue relazioni interpersonali, puoi cominciare ad evitare la lagnanza!!

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Parlare positivo evitando le lamentele

Forse anche tu conosci qualche persona che si lamenta sempre e ti rendi facilmente conto di come i suoi discorsi siano alla lunga pesanti ed inutili. Oltre a questo, alcuni studi come quello della Stanford University hanno cercato di dimostrare che la lamentela danneggia i neuroni.

Il nostro cervello infatti identifica il “parlare al negativo” come una perdita di tempo, un’attività che richiede scarsa energia ed attivazione, dunque sollecita i neuroni a mettersi in standby. Al contrario, il linguaggio positivo e ricco di proposizioni innesca meccanismi di attivazione delle nostre risorse mentali e fisiche e ci spinge al miglioramento personale.

Ti lascio quindi con una poesia, che puoi consigliare anche alle tue amiche che fanno della vita una lamentela unica! Spero che possa essere loro di stimolo per smettere di lamentarsi ed imparare a parlare a sé stesse in un modo più utile e propositivo.

Non Lamentarti 

Non incolpare nessuno, non lamentarti mai di nessuno, di niente,

perché in fondo tu hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso ed il valore di cominciare a correggerti.

Il trionfo del vero uomo proviene dalle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte, affrontala con valore e accettala.

In un modo o in un altro è il risultato delle tue azioni

e la prova che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso o continuerai a giustificarti come un bimbo.

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare e che nessuno è così terribile per cedere.

Non dimenticare che la causa del tuo presente è il tuo passato,

come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

Apprendi dagli audaci, dai forti da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto, pensa meno ai tuoi problemi e più al tuo lavoro.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.

Impara a nascere dal dolore e ad essere più grande, che è il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio e sarai libero e forte

e finirai di essere una marionetta delle circostanze, perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba.

Tu sei la parte della forza della tua vita.

Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita;

Non pensare mai al destino,perché il destino è il pretesto dei falliti.

Pablo Neruda

 

*LAURA PIGOZZI

Laura Pigozzi opera come psicologa a Milano e in provincia di Verona come esperta di dinamiche famigliari e femminili. In qualità di insegnante di canto dedica anche al tema della voce un’attenzione particolare, alla luce della pratica analitica. Tra i suoi testi più recenti segnaliamo A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità (2008), Chi è la piú cattiva del reame? (2012), Voci smarrite. Godimento femminile e sublimazione (2013) ed il recente Mio figlio mi adora. Figli in ostaggio e genitori modello (2016). Fa parte dell’associazione  ALIPSI (Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi) ed è inoltre membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse. Nel blog Rapsodia da lei curato, sono raccolti contributi di psicanalisti ed artisti. E’ inoltre fondatrice del Non Coro, laboratorio stabile di sperimentazione e creatività vocale.

www.pigozzi.info

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