mamme stanche

Mamme stanche: il mito della mamma perfetta che non sa essere madre

Come essere la mamma perfetta: ricette per tutte!?

Essere una mamma perfetta pare al giorno d’oggi l’ambizione di molte. Una veloce occhiata sui social basta per renderci conto che la nostra società è piena super mamme che a ben guardare non sono altro che mamme stressate.

Mamme stanche, mamme sfinite dalla lettura di manuali, tecniche per il parto, tecniche per l’allattamento, schemi per lo svezzamento, teorie pedagogiche, e chi più ne ha più ne metta.

Già, perché nella società della competizione e dell’apparenza anche le madri sono diventate performative nel corrispondere all’immagine della mamma perfetta “richiesta crudele e sadica della società alle donne“, come afferma la psicologa Laura Pigozzi (*biografia a fondo pagina), che ho intervistato su questo tema. (Puoi ascoltare il podcast a fondo articolo)

Numerosi blog di mamme e per mamme dispensano consigli e tecniche che aiutano le donne a trasformarsi in mamme perfette e da copertina: super efficienti alle prese con pappe, pannolini, mastiti, asili, vaccini, eppure sempre felici, in ordine e in splendida forma!

Fare la supermamma tra stereotipi e tabù

Pare che oggi l’ansia da prestazione stia contagiando ogni area della nostra vita, e quella della maternità non è esclusa.

La malattia del perfezionismo patinato è arrivata anche qui: in un mondo che nella realtà è tutt’altro che perfetto e che spesso è fatto di dolore (prima durante e dopo il parto), frustrazione, confusione, disorientamento, solitudine,…

Di questo passo una donna che comincia il suo percorso di maternità con il desiderio di essere una mamma perfetta, si trasforma ben presto in una mamma esaurita. E purtroppo non è una battuta, né un eufemismo.

Qualcuna timidamente chiede, alla giungla di Facebook, se è l’unica a sentirsi così sola e persa, a stare così male, a non riconoscersi,…Qualcun’altra le risponde che no, altre donne – mamme come loro – provano qualcosa di simile; neanche loro sanno essere felici come DOVREBBERO ora che sono diventate mamme.

Non si spiegano perché sono così “snaturate” da provare a volte sentimenti di repulsione rispetto ai loro bambini, o perché vorrebbero gridare al mondo che ci hanno ripensato e invece non hanno il coraggio di farlo…

mamma perfetta

Avere un figlio a 40 anni ed essere una mamma perfetta

Diventare mamma a 40 anni è un’esperienza sempre più comune nella nostra società. Le donne infatti decidono sempre più spesso di posticipare il momento della prima gravidanza dopo aver realizzato una serie di obiettivi personali come ottenere una laurea o un master, consolidare una determinata posizione professionale, dedicarsi ai viaggi o allo sport, avviare la propria attività imprenditoriale.

Certamente essere mamma stanca e le energie dei 40 anni non sono certo quelle dei 20. Del resto è pur vero che le donne che decidono di fare un figlio a questa età, pur consapevoli dei rischi che comporta, lo fanno con una consapevolezza, una maturità e -forse- un desiderio maggiori.

Una giovane mamma al suo secondo figlio o una donna matura che ha deciso di vivere la sua prima gravidanza a 45 anni si ritrovano quindi a competere per essere “super mamme” spesso inconsapevoli del fatto di stare assecondando un modello costruito da altri.

Entrambe si sono attentamente preparate per essere mamme perfette, senza avere la più pallida idea di cosa significhi essere madri.

Essere madre: come superare il modello della mamma perfetta

Potrai trovare qualche spunto interessante e alternativo sul tema  – come anticipato – nell’intervista podcast contenuta nel player qui sotto.

Laura Pigozzi è del parere che non debba esistere una mamma perfetta, e che una madre perfetta possa esserlo soltanto quando si riappropria del ruolo reale che le compete, allontanandosi dai modelli che la società attuale impone alle donne, primo tra tutti quello della mamma sempre felice e realizzata esclusivamente grazie all’esperienza della maternità.

Pigozzi parla di “menzogna della maternità” di un “affresco narcisistico ed irreale” che la società ha tratteggiato insieme ai molti altri stereotipi di genere appiccicati come etichette sulle donne.

Con lei ho approfondito inoltre altre questioni collegate alla presenza del femminile nella famiglia come il ruolo della madre nel nucleo famigliare rispetto alla definizione delle identità e dei ruoli di genere, l’antagonismo tra madre e matrigna, oltre che gli spunti condivisi in questo articolo.

Se desideri approfondire, ti consiglio il suo nuovo testo Mio figlio mi adora. Figli in ostaggio e genitori modello

Da mamma perfetta a donna felice

L’invito che rivolgo a tutte le donne della community è quello di non limitarsi ad aderire ad un modello definito da altri, ma di indagare dentro di sé le ragioni che ci spingono a desiderare un figlio, ad affrontare una gravidanza a 40 anni o anche a diventare mamma molto giovane.

Per quanto riguarda poi la gestione delle nostre emozioni o sensazioni, reprimere o negare ciò che sentiamo nel profondo non è mai una soluzione. E’ sempre bene accettare ciò che di non non comprendiamo fino in fondo ed accogliere quegli istinti che ci portano su strade diverse da quelle che sembrerebbero già tracciate.

Solo con una completa accettazione di noi stesse potremo trovare il vero equilibrio – finalmente libero da tabù e pregiudizi –  tra ciò che proviamo, ciò che desideriamo e gli impegni che come donne e madri consapevoli dovremmo assolvere.

Un percorso di coaching per mamme potrebbe esserti d’aiuto se stai per prendere una decisione importante come quella di avere un figlio ma percepisci di avere qualche dubbio, oppure se hai da poco avuto dei bimbi e fatichi a ritrovare il tuo equilibrio di donna ed i tuoi spazi.

 

 

*LAURA PIGOZZI

Laura Pigozzi opera come psicologa a Milano e in provincia di Verona come esperta di dinamiche famigliari e femminili. In qualità di insegnante di canto dedica anche al tema della voce un’attenzione particolare, alla luce della pratica analitica. Tra i suoi testi più recenti segnaliamo A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità (2008), Chi è la piú cattiva del reame? (2012), Voci smarrite. Godimento femminile e sublimazione (2013) ed il recente Mio figlio mi adora. Figli in ostaggio e genitori modello (2016). Fa parte dell’associazione  ALIPSI (Associazione lacaniana italiana di psicoanalisi) ed è inoltre membro della Fondation Européenne pour la Psychanalyse. Nel blog Rapsodia da lei curato, sono raccolti contributi di psicanalisti ed artisti. E’ inoltre fondatrice del Non Coro, laboratorio stabile di sperimentazione e creatività vocale.

www.pigozzi.info

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