Le SOLITUDINI ai tempi del Coronavirus (e cosa ci regalano).

Le SOLITUDINI ai tempi del #coronavirus (e cosa ci regalano).

Siamo soli se viviamo a casa da single, senza poter condividere il tavolo della cucina per lo #smartworking, il letto, o una serie su Netflix la sera.

Siamo soli se viviamo da anziani, senza la possibilità di ricevere i nostri figli, o abbracciare i nostri nipoti, e ci chiediamo come andrà a finire.

Siamo soli se siamo #docenti, e ci sentiamo spaesati di fronte alla tecnologia che ora siamo costretti ad usare per interagire con i nostri studenti, ora davvero non più soltanto per fare #formazione, ma per trasmettere loro che c’è un senso anche così, nel crescere e nell’imparare.

Siamo soli se siamo #professionisti alle prese con le attività che si bloccano ed un tempo che prima non bastava mai e che ora improvvisamente rallenta e si dilata.

Siamo soli se siamo #mamme lavoratrici e lottiamo per ritagliare – nelle nostre giornate di quarantena – un micro spazio-tempo solo per noi tra le mura di casa, condivise con nostro marito ed i figli: due lavori da remoto, l’homeschooling e i giochi da seguire.

Siamo soli come #imprenditori, e passiamo le notti insonni chiedendoci cosa ne sarà del nostro #business e delle #persone che ogni giorno lo rendono possibile.

Siamo soli come #lavoratori, perché non ci sentiamo protetti nel proseguire con le produzioni fondamentali, temendo per la nostra #salute.

Siamo soli come #medici #infermieri #operatori sanitari: in prima linea su un fronte a combattere un nemico invisibile e letale.

Eppure questo maledetto #coronavirus sta arricchendo le nostre solitudini in modo straordinario, perché ciascuna di queste reclama a gran voce la sua fine.
Lo capiamo dal supporto sui social, dalle donazioni a favore delle strutture sanitarie, dai gruppi di Facebook e whatsapp, in cui a turno si fa di tutto per sdrammatizzare, per sostenere, per far sentire agli altri la propria VICINANZA.

Ecco allora che ciascuna delle nostre solitudini ci porterà il REGALO PIU’ BELLO: la brama di un CONTATTO che passerà
– dalle ritrovate pacche sulle spalle,
– dai riconquistati abbracci,
– dai baci che prenderanno nuovo sapore,
e che potrà essere di nuovo REALE, SINCERO, PROFONDO e finalmente UMANO.