perchè decidere di avere un figlio

Avere un figlio: limite o possibilità?

Avere un figlio tra realizzazione e frustrazione

Avere un figlio o no è un dubbio che al giorno d’oggi si pongono molte donne. Le domande che le tormentano sono tante.

Sono pronta per avere un figlio? Cosa comporta avere un figlio in termini di equilibrio personale? Ho paura di avere un figlio con il mio compagno, come mai? Non sono pronta per avere un figlio, ma sarà sempre così? Perché non voglio avere un figlio, forse sono una donna sbagliata? 

“Nessuno stato è così simile alla pazzia da un lato,

e al divino dall’altro, quanto l’essere incinta.

La madre è raddoppiata, poi divisa a metà

e mai più sarà intera.”

Erica Jong

“30 anni?! Ma allora, quand’è che fai un figlio?”

Sulla soglia dei trent’anni (poco prima o poco dopo) capita un po’ a tutte di sentirsi apostrofare con la solita frase Allora, quand’è che fai un figlio?”.

Io per prima vivo questa realtà e trovo questa situazione sempre più comune: con un po’ di imbarazzo mal celato, a volte visibilmente irritata, una donna risponde più o meno cortesemente con frasi evasive o di circostanza, per camuffare il desiderio di mandare al diavolo l’interlocutore!

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Ma che domanda è “Quando fai un figlio?”!?. Lo farò quando ne avrò voglia, o quando mi sembrerà il momento di avere un figlio o quando le coincidenze astrali saranno propizie (nel caso in cui ci stessi provando magari da tempo ma senza successo, ad esempio…).

Decidere di avere un figlio è una scelta radicale per molti motivi, da quelli emotivi, a quelli economici, a quelli professionali. Del resto, essendo naturalmente predisposte a dare la vita, capita a molte donne di entrare in un conflitto aspro con sé stesse, e di non riuscire facilmente a capire se l’idea di avere un figlio le spaventa per ovvi motivi, oppure se l’ansia di avere un figlio significa che la loro parte profonda non desidera questa esperienza.

Il punto è che la maternità è comunemente considerata un fatto naturale e per questo universalmente desiderabile. Questo è il primo preconcetto che contribuisce a mettere molte donne in crisi.

La stessa espressione “Quand’è che fai un figlio”, oltre ad essere sintatticamente poco corretta, è tendenziosa perché NON prevede la possibilità di una alternativa o prospettiva differente.

Non ci stanno chiedendo SE desideriamo diventare madri o SE nei nostri progetti per il futuro c’è, tra le varie cose, anche l’idea di avere un figlio, di “mettere su famiglia” ma ce lo stanno imponendo: QUANDO lo farai (sottinteso “quel figlio che per forza di cose, tutte le coppie ormai arrivate a questa età devono necessariamente desiderare ed avere”)?

Si tratta di un’imposizione di contenuto e di valori che alcune donne potrebbero anche – e a pieno diritto – non ritenere opportuna.

cosa significa avere un figlio

Avere un figlio è una cosa che tutti desiderano?

Direi di no.

La maggior parte delle mamme raccontano che l’emozione di avere un figlio è una cosa impagabile. L’importanza di avere un figlio per molte donne è un fatto cruciale per sentirsi realizzate, quindi per loro avere un figlio a tutti i costi diventa un’ossessione che può rovinare altri aspetti della vita e delle relazioni.

Al di là di queste mamme felici e delle ragazze che sognano di avere un figlio con il proprio compagno e che fanno di tutto per convincerlo ad avere un figlio, ci sono anche alcune donne che confessano “mi sono pentita di avere un figlio”.

E’ evidente che per loro costituire una famiglia non sia stato il modo ideale per realizzarsi nella vita ed una scelta come questa, fatta in modo affrettato o forse senza troppa convinzione o consapevolezza le ha portate poi a sentirsi frustrate.

Forse sto dicendo una cosa bestiale, che non si può dire o che non si vuol sentire. Ma oggi molte donne sulla trentina sentono la maternità come un limite, non solo per sé, ma anche per la vita di coppia. Immagino che le mamme che stanno leggendo queste righe stiano pensando “beh, che bella scoperta: avere un figlio ti porta certamente a rinunciare: ti cambia la vita!”

I dubbi di fronte alla maternità

Quello che sto notando – senza la pretesa di essere scientifica in ciò che dico, ma solo sulla base della mia esperienza quotidiana personale – è che oggi sono molto più gli uomini ad avere un desiderio di paternità di quanto le donne non abbiano quello di maternità.

O comunque molti giovani uomini sentono che avere un figlio è una cosa naturale, che arriva ad un certo punto della vita, mentre per una donna in alcuni casi è diverso: per lei è come interrompere bruscamente un flusso che magari con fatica ha appena iniziato a prendere il proprio corso. E’ pensare di doversi mettere da parte in un momento in cui non si sente ancora completa. Come se il suo lento e complicato cammino di crescita personale per realizzarsi nella vita dovesse essere momentaneamente congelato.

Molte donne che mettono al mondo dei figli affermano, in modo anche abbastanza consapevole, che lo fanno perché è nell’ordine delle cose: perché ormai, dopo essersi sposate, il passaggio naturale è quello, o perché se non c’è la maternità il futuro non ha prospettiva. Avere figli in questi casi sembra l’unico modo per una donna di realizzarsi.

Sono dell’idea che ogni donna sia padrona di scegliere per sé (e con il proprio uomo), libera da preconcetti ed abitudini culturali.

E’ chiaro che la maternità è un miracolo, un dono, è qualcosa che ci appartiene e rende speciali come donne, ma è altrettanto vero che una donna non dovrebbe esaurire nell’avere un figlio il proprio senso come individuo, le proprie aspirazioni ed energie.

DONNE CONTRO DONNE: MAMME CONTRO NON MAMME

Tempo fa ho condiviso sulla pagina FB un articolo intitolato “Non sei mamma, non puoi capire”, che ha avuto una lunga serie di reazioni e commenti da parte di donne di entrambi gli schieramenti.

Già, ho detto “schieramenti” perché su questa atavica questione i toni si fanno accesi, le lame affilate, e la sorellanza femminile che in alcuni casi siamo brave a coltivare lascia il posto allo scontro tra invidie e frustrazioni.

Di questo limite connaturato al nostro sesso ho parlato anche con Aldo Cazzullo, nell’intervista di qualche tempo fa, la trovate QUI. Mi amareggia parecchio constatare che talvolta le donne si comportano duramente con le altre, come se fossero in continua competizione.

Mai come in questo caso la battaglia è accesa, e si tratta di una questione anzitutto legata ad un atto di amore. Amore nei confronti del proprio compagno, amore nei confronti di sé stesse, amore nel dare la vita. E forse la partita della decisione si gioca qui: nel peso tra le diverse forme di amore, le diverse intensità o interpretazioni dell’amore che una donna può vivere nel corso della sua vita e con cui può misurare la propria realizzazione personale.

fare un figlio contro voglia

COME POSSO CAPIRE SE VOGLIO AVERE DEI FIGLI?

Premesse a parte, immagino che molte mie coetanee si stiano chiedendo a questo punto come capire se è il momento per avere figli.

Come mi è consueto, vorrei cercare di superare per un momento queste disquisizioni senza uscita per proporre invece qualche suggerimento che possa essere d’aiuto a molte donne che ancora non hanno preso una decisione definitiva sulla questione.

E di definitivo poi, che c’è? Soltanto gli stolti non cambiano idea, no? Non è detto che se in questo momento non ci sentiamo pronte o non abbiamo un desiderio di maternità, questo non debba poi venire con il tempo.

(E lasciamo che nel frattempo ci scivolino addosso le voci di chi ci dice “eh ma poi con gli anni avere figli è più difficile”, “essere una madre matura è più stancante”, “avere un figlio tardi comporta più rischi di complicazioni e di malattie”, “fare un figlio dopo i 35 anni ci farà sembrare la nonna piuttosto che la mamma!”, ecc ecc)

LIFE COACHING IN PILLOLE PER DECIDERE SE AVERE UN FIGLIO

Un primissimo ma valido percorso con noi stesse che ci aiuta a comprenderci a fondo e a comportarci in modo armonico rispetto alle nostre reali intenzioni può essere il seguente:

1- PARTI DA TE PER CAPIRE COSA DESIDERI

Fallo ascoltando il tuo corpo, le tue sensazioni quando ti fai quella domanda “Voglio un figlio?”. Se la tua mente razionale può ingannarti, assecondare gli altri, suggerirti false strade, la tua parte profonda SA quello che vuoi davvero.

Esistono degli esercizi che ci aiutano a dialogare con la nostra parte più vera, se sei curiosa di saperne di più contattami in privato (info@chiacchieredavenere.it). Ma puoi iniziare anche in modo molto semplice, con delle domande ripetute che ti fanno capire quali sensazioni fisiche ti manda il tuo corpo per darti risposte affermative o negative.

Elena Caselli, ospite dell’intervista di oggi, ci consiglia poi di considerare anche la parte razionale della questione e di analizzare i pro e contro di questa scelta, rispetto all’impatto che può avere sulla nostra vita attuale. Se questo suggerimento ti sembra una buona idea per come sei fatta, puoi scaricare la scheda Pro e Contro nella sezione del sito dedicata al Self Help.

Puoi ascoltare la mia chiacchierata con Elena dal player qui sotto, a questo link trovi invece la sua pagina di presentazione come autrice del blog Donne che emigrano all’Estero con cui da qualche tempo Chiacchiere da Venere ha avviato una interessante partnership.

2 – SII ONESTA CON IL TUO COMPAGNO

Non è una cosa scontata in quanto se fino a questo momento sei stata incerta sul da farsi, ora hai la tua risposta. Se conosci già il desiderio del tuo compagno, hai già una buona base da cui partire. Se entrambi siete allineati nella decisione affermativa o in quella negativa vi sentirete immediatamente sollevati; al contrario, nel caso in cui siate su fronti opposti, sarà necessario mediare, confrontarsi, trovare un compromesso, che in questo caso implica certo per uno dei due “cedere il passo”.

E’ un passaggio molto delicato all’interno del rapporto di coppia, che se mal gestito può compromettere la relazione stessa o comunque minarne le fondamenta trattandosi di una questione particolarmente importante per la vita a due.

3- PROCEDI A TESTA ALTA

“Non ti curar di loro, ma guarda e passa” diceva Virgilio a Dante. Tu fai lo stesso con chi ti incalza a fare qualcosa che non vuoi o anche a rispondere a domande che ti sembrano inopportune. Costruisciti i tuoi filtri (se vuoi puoi chiedermi come), proteggiti dietro un bel sorriso fermo e deciso, e lascia cadere.

La maggior parte delle persone che rivolge la tanto irritante domanda non ha intenzione di ferirti, né di farti arrabbiare, ma semplicemente continua a pensare che una questione che oggi sentiamo cruciale sia rimasta un tema di conversazione leggero e naturale, che era scontato rivolgere alle nuove coppie fino a qualche decennio fa!

UN FIGLIO…SEI ANCORA INDECISA? LA TUA LIFE COACH E’ SEMPRE A DISPOSIZIONE!

La nostra vita è un insieme di scelte, ce ne sono però alcune più determinanti di altre.

Quella di avere un figlio è una delle più delicate, soprattutto per una donna.

Se anche tu stai per affrontare una scelta così importante e vuoi sentirti più consapevole e sicura di te stessa, regalati l’opportunità di avere una coach al tuo fianco!  Sono a tua disposizione, pronta a guidarti nel tuo percorso personale per realizzarti nella vita, che sia con o senza un figlio. Contattami via mail alla casella info@chiacchieredavenere.it per prenotare una skype call conoscitiva e richiedere il tuo programma di coaching online personalizzato!

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