Anche tu spesso ti sei SENTITA IN COLPA perché, ciclicamente, TI ANNOI DI QUELLO CHE FAI?

A me è successo, sia in senso metaforico che in senso fisico. 

Ora però ho trovato il mio personale EQUILIBRIO DINAMICO e desidero con tutto il cuore raccontarti come ho fatto, in modo che anche tu possa arrivarci, cominciando fin d’ora a sentirti meno sola e “sbagliata” quando sperimenti questo conflitto.

Guardando con distacco a me stessa, nei vari momenti della mia vita, mi sono accorta che in diverse occasioni mi è capitato che qualcosa in cui mi sono immersa con totale dedizione, assorbimento ed entusiasmo, ad un certo punto non mi interessasse più.

Come se non mi appartenesse e fino anche a provare quasi una sorta di repulsione.

Mi è successo con la lettura da bambina: negli ultimi anni delle elementari mi ero appassionata ai dinosauri tanto da abbonarmi ad una rivista dedicata, mentre alle scuole medie leggevo tantissimi libri e romanzi.

Poi mi sono gettata a mille nella scuola superiore che ho adorato, il Liceo Artistico: in quella fase al piacere delle letture si è sostituito lo studio “matto e disperatissimo” dei testi scolastici e l’impegno di sere, pomeriggi e weekend per elaborare i progetti artistici che mi venivano assegnati.

L’amore per l’arte continuava a perdurare ed anche la scelta universitaria ha assecondato questa passione.

Finché, ad un certo punto, terminato il ciclo di studi storico-artistici, cominciavo a sentire dentro di me che le occasioni in cui mi dedicavo alla visita di musei, mostre o monumenti, erano per lo più date dall’OSTINAZIONE A VOLER ESSERE COERENTE con il mio percorso che non da un interesse reale, che ormai si era spento dentro di me.

In quegli anni ho cominciato anche a frequentare con regolarità una palestra e curare con particolare attenzione e costanza il mio allenamento e la mia alimentazione.

Ma anche in questo caso il mio coinvolgimento è andato sempre più scemando, di pari passo al maturare di una particolare passione per i miei obiettivi professionali.

Dalla curiosità per l’applicazione delle tecnologie in aula al diventare coordinatrice di progetti di innovazione didattica su larga scala e formatrice di docenti, il passo è stato breve. 

Nel frattempo ho cominciato ad affiancare alla formazione sulle ICT percorsi di sviluppo personale, fino ad arrivare a specializzarmi come coach.

Ho quindi lasciato la scuola in cui per qualche anno sono stata responsabile di sede e referente per gli inserimenti professionali dei ragazzi in apprendistato, per dare spazio alle attività a supporto delle donne che avevo cominciato a svolgere online.

Mi sono costruita una libera professione in cui finalmente poter fare SINTESI delle mie VARIEGATE ESPERIENZE, mettendole a frutto secondo la mia personale scala di VALORI e lo STILE DI VITA che desideravo raggiungere. 

…Curiosamente in questo periodo mi trovo a supportare diverse donne che vivono in modo conflittuale questo stesso tipo di esperienze e sensazioni.

Siamo in un mondo che privilegia le “scelte definitive” la “coerenza a tutti i costi e oltre ogni sentire” e che fatica tollerare coloro che non sono direttamente inquadrabili in una etichetta professionale o personale. 

Ecco quindi come può accadere che una controller industriale non si senta pienamente a suo agio con sé stessa per essere appassionata di tarologia o come una giovane donna di talento possa arrivare a sentirsi “inconcludente e sbagliata” per avere nella sua cassetta degli attrezzi tantissimi aggeggi differenti con cui progettare la propria vita a sua misura, rendendola diversa da ciò che gli altri si aspettano da lei…

Ma ti assicuro che passare dal senso di colpa al sentirsi perfettamente bene nella propria singolarità è possibile.

Lo è stato per me, sta accadendo per loro, e può accadere anche a te, se ti concedi per prima il DIRITTO DI ESSERE SPECIALE.

Se lo desideri, possiamo arrivarci insieme.

Buona realizzazione, Cristina